Terremoto dell’Irpinia del 1980: come è cambiata la costruzione di case antisismiche in Italia dopo 43 anni

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Terremoto dell'Irpinia del 1980: come ha cambiato la costruzione di case antisismiche in Italia

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Il 23 novembre 1980, un violento terremoto di magnitudo 6.9 colpì la regione dell’Irpinia, causando oltre 2.900 morti, 8.000 feriti e 280.000 sfollati. Fu uno dei più gravi disastri naturali della storia italiana, che mise in evidenza la fragilità del territorio e delle abitazioni di fronte al rischio sismico.

A distanza di 43 anni da quella tragedia, quali sono i progressi fatti nella costruzione di case antisismiche in Italia? Quali sono le caratteristiche e i vantaggi di queste abitazioni? Quali sono le opportunità e gli incentivi per chi vuole acquistare o ristrutturare una casa antisismica? In questo articolo, cercheremo di rispondere a queste domande, analizzando le principali tipologie di case antisismiche e le normative vigenti in materia.

Cos'è e come funzionano le case antisismiche

Una casa antisismica è una casa progettata e realizzata per resistere agli effetti dei terremoti, riducendo al minimo i danni strutturali e garantendo la sicurezza degli occupanti. Una casa antisismica non è necessariamente una casa indistruttibile, ma una casa che può assorbire e dissipare l’energia sismica senza crollare o subire lesioni irreparabili.

Per ottenere questo risultato, una casa antisismica deve seguire alcuni principi fondamentali:

Robustezza

La casa deve avere una struttura solida e omogenea, capace di sopportare le sollecitazioni sismiche senza deformarsi o rompersi.

Simmetria

Per essere antisismica una casa, deve avere una forma regolare e bilanciata, senza sporgenze o irregolarità che possano creare punti deboli o asimmetrie

Leggerezza

L’immobile deve avere un peso contenuto, per ridurre l’inerzia e la forza esercitata dalla massa sulle fondazioni.

Flessibilità

La costruzione deve avere una certa capacità di deformarsi elasticamente, per assorbire le vibrazioni senza danneggiarsi.

Isolamento

L’abitazione deve essere dotata di sistemi di isolamento sismico, che permettono di separare la struttura dal terreno e di limitare il trasferimento dell’energia sismica.

Come sono fatte le case antisismiche?

Per scoprire come sono fatte le case antisismiche, dobbiamo classificare le diverse tipologie in base ai loro materiali, alle tecniche costruttive e ai sistemi di isolamento utilizzati. Tra le più diffuse, possiamo citare:

Come sono fatte le case antisismiche

Case in cemento armato

Sono case realizzate con una struttura portante in cemento armato, rinforzato con barre di acciaio. Il cemento armato è un materiale resistente alla compressione e alla trazione, che offre una buona robustezza e flessibilità. Le case in cemento armato devono seguire le norme tecniche per le costruzioni (NTC), che stabiliscono i criteri di progettazione, calcolo e verifica delle strutture in zona sismica.

Case in acciaio

Le case che presentano una struttura portante in acciaio, composta da elementi prefabbricati e assemblati in cantiere. L’acciaio è un materiale leggero, duttile e resistente alla corrosione, che offre una buona capacità di assorbimento e dissipazione dell’energia sismica. Le case in acciaio devono seguire le norme UNI EN 1993-1-1 e UNI EN 1998-1-1, che regolano il dimensionamento e il comportamento delle strutture metalliche in zona sismica.

Case in legno

Le case in legno sono realizzate con una struttura portante in legno, costituita da pannelli o travi prefabbricati e collegati tra loro. Il legno è un materiale naturale, rinnovabile e biodegradabile, che offre una buona leggerezza, flessibilità e isolamento termico e acustico. Le case in legno devono seguire le norme UNI EN 1995-1-1 e UNI EN 1998-1-1, che disciplinano il progetto e la verifica delle strutture in legno in zona sismica.

Case prefabbricate

Si tratta di case realizzate con elementi prefabbricati in vari materiali, come cemento armato, acciaio, legno, vetro o plastica. Le case prefabbricate hanno il vantaggio di essere rapide da costruire, personalizzabili e facilmente trasportabili. Le case prefabbricate devono rispettare le stesse norme delle case tradizionali, a seconda del materiale utilizzato per la struttura portante.

Case antisismiche: quali sono le differenze tra le case antisismiche in Italia e in Giappone?

L’Italia e il Giappone sono entrambi paesi esposti al rischio sismico, ma con caratteristiche geografiche, storiche e culturali diverse. Queste differenze si riflettono anche nelle modalità di costruzione e di prevenzione delle case antisismiche.

Le case antisismiche in Italia

In Italia, la maggior parte delle case è costruita in cemento armato, seguendo le norme tecniche per le costruzioni (NTC), che sono state aggiornate nel 2018 per adeguarsi alle nuove conoscenze scientifiche e tecnologiche. Le NTC prevedono una classificazione del territorio nazionale in quattro zone sismiche (da 1 a 4), a seconda della pericolosità sismica, e una classificazione delle strutture in otto classi di rischio (da A+ a G), a seconda della vulnerabilità sismica. Le NTC stabiliscono anche i requisiti minimi di sicurezza e di prestazione delle strutture, i metodi di calcolo e di verifica, e gli interventi di miglioramento sismico.

Le case antisismiche in Giappone

In Giappone, la maggior parte delle case è costruita in legno o in acciaio, seguendo le norme tecniche per le costruzioni (BRI), che sono state riformate nel 2000 dopo il terremoto di Kobe del 1995. Le BRI prevedono una classificazione del territorio nazionale in due zone sismiche (da 1 a 2), a seconda della frequenza dei terremoti, e una classificazione delle strutture in tre livelli di sicurezza (da 1 a 3), a seconda della resistenza sismica. Le BRI stabiliscono anche i criteri di progettazione e di controllo delle strutture, i metodi di analisi e di simulazione, e gli incentivi per la costruzione di case antisismiche.

Qual è il costo di una casa antisismica?

Il costo di una casa antisismica dipende da vari fattori, come la tipologia, il materiale, la dimensione, la zona e il livello di sicurezza. In generale, si può dire che una casa antisismica ha un costo maggiore rispetto a una casa tradizionale, ma offre anche dei vantaggi economici nel lungo periodo.

Tra i vantaggi economici di una casa antisismica, possiamo citare:

  • La riduzione dei danni e dei costi di riparazione in caso di terremoto
  • La riduzione dei premi assicurativi contro il rischio sismico
  • L’aumento del valore immobiliare grazie alla maggiore sicurezza e qualità

Per avere un’idea del costo di una casa antisismica, ecco invece alcune stime indicative:

– Una casa in cemento armato antisismica ha un costo medio di circa 1.500 euro al metro quadro

– Una casa in acciaio antisismica ha un costo medio di circa 1.200 euro al metro quadro

– Una casa in legno antisismica ha un costo medio di circa 1.000 euro al metro quadro

– Una casa prefabbricata antisismica ha un costo medio di circa 800 euro al metro quadro

Sismabonus acquisto case antisismiche proroga 2023

Chi vuole acquistare una casa antisismica, può usufruire di alcuni incentivi fiscali previsti dall’Agenzia delle Entrate. In particolare, il Sismabonus è una detrazione Irpef o Ires dal 50% e fino all’80% per le spese sostenute per la realizzazione di opere antisismiche su edifici esistenti situati nelle zone sismiche. Il sismabonus è stato introdotto dalla legge di stabilità 2016 e prorogato fino al 31 dicembre 2024. 

Quali sono i documenti necessari per ottenere il Sismabonus?

Per poter beneficiare del sismabonus, è necessario presentare una comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate, allegando la documentazione tecnica che attesti la conformità degli interventi alle norme tecniche per le costruzioni e il miglioramento della classe di rischio sismico. Inoltre, è obbligatorio trasmettere all’Agenzia delle Entrate, entro 90 giorni dalla fine dei lavori, l’attestazione finale di regolare esecuzione degli interventi e il certificato di agibilità dell’immobile.

A chi spetta il Sismabonus 2023?

Il Sismabonus spetta anche a chi acquistato un immobile antisismico da un soggetto che ha effettuato gli interventi e ha optato per la cessione del credito d’imposta. In questo caso, il beneficiario deve acquisire dal cedente la documentazione relativa agli interventi e alla comunicazione preventiva all’Agenzia delle Entrate. Il Sismabonus si calcola sul costo dell’immobile al netto del valore del credito d’imposta ceduto. Per ulteriori informazioni sul Sismabonus, visita anche il sito Casa Italia, realizzato dalla presidenza del Consiglio dei ministri.

Conclusione

Il terremoto dell’Irpinia del 1980 ha rappresentato una svolta fondamentale nella storia della costruzione antisismica in Italia. Le lezioni apprese da questa tragedia hanno portato a un cambiamento significativo negli standard di costruzione, rendendo le abitazioni italiane più efficienti dal punto di vista energetico, ma anche più sicure e resilienti agli eventi sismici.

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